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Un foglio solo, prima di aprire l'agente

I quattro pezzi di cui è fatta qualsiasi app, su una pagina. Lo compili qui, lo stampi (o lo salvi in PDF) e te lo porti in call. Sul retro ci sono le domande esatte da fare al cliente.

Un agente esegue decisioni, non le prende: quello che non gli scrivi lo riempie da solo, in silenzio. Questo foglio serve a riempire le caselle prima — e tre pezzi su quattro li riempi tu, senza disturbare nessuno. Al cliente resta solo il primo.

Scritto a mano, salvato da solo
Brief Chiaro il foglio da portare in call · aipratika.com
La frase che dirà il giorno che lo mostra
1

Il flusso principale core loop

lo riempie il cliente

Il giro che l’app esiste per far ripetere. L’unico pezzo che cambia da un’app all’altra.

↑ queste diventano i campi della scheda. Niente di più.

2

Il primo avvio onboarding

lo riempi tu

Dal primo tocco al momento in cui l’app serve a qualcosa.

Serve per forza, prima del flusso

Ogni casella spuntata è una porta in più prima di capire a cosa serve l’app.

3

Autenticazione e account auth

zero domande

Non si chiede. Si fa.

  • registrazione
  • accesso
  • password dimenticata
  • impostazioni
  • notifiche
L’unica decisione
4

Schermate secondarie e stati empty, loading, error

lo riempi tu
Le tre schermate che si dimenticano sempre

Come deve sembrare

cerchia con il cliente

Cinque parole che sì, tre che no. Si cerchiano, non si inventano: «moderno» e «pulito» non sono in lista apposta, non si possono disegnare.

…e mai così
!

Le contraddizioni

si chiudono qui

Il cliente si contraddirà: è la parte più utile della call. Ogni riga si chiude con una decisione e il suo prezzo — sennò il prezzo lo scopre a lavoro finito.

Ha dettoDecidiamoCi perdiamo

Brief Chiaro · AI Pratika — la guida completa su aipratika.com/it/guide/ux-ui/

Il retro le domande da fare, e cosa farne dopo

Tutte al passato di proposito: quello che il cliente ha fatto è un fatto, quello che immagina se lo inventa mentre risponde. Non chiedergli mai «come vedi l’app».

Il flusso principale · core loop

  1. Raccontami l’ultima volta che hai provato a farlo senza app: quando è stato, cosa hai fatto, com’è finita?

    Buona. «Sabato al parco. Ho aspettato che i cani si annusassero, ho detto due parole, ci siamo scambiati il numero e non ci siamo più scritti.»

    Vaga. «Eh, di solito è difficile conoscere gente.» — è un’impressione, non un fatto.

  2. Nei primi dieci secondi, cosa guardi per capire se può funzionare?

    Buona. «La taglia, se sta al guinzaglio, l’età, quanto è agitato.»

    Vaga. «Si capisce al volo.» — rifallo su un caso preciso: quale cane, ieri, cosa hai guardato.

  3. Cosa ti ha fermato le ultime volte che ci hai provato?

  4. C’è qualcosa che non faresti mai dentro un’app così, nemmeno se fosse comoda?

  5. Di tutto il giro, qual è il momento in cui diresti «ecco, ha funzionato»?

    Vaga. «Tutto è importante.» — non è una risposta: fagliene scegliere uno.

Il primo avvio · onboarding

  1. Prima di poter usare l’app, cosa serve per forza? E cosa possiamo chiedere dopo?

  2. Il primo giorno, quando nella tua zona non c’è ancora nessun altro: cosa dovrebbe vedere la persona?

    Vaga. «Un messaggio che dice di riprovare.» — è un vicolo cieco: serve un’azione.

Schermate secondarie e stati

  1. Se il giorno della presentazione ci fossero solo cinque cose, quali cinque salvi?

  2. Cosa può arrivare nella versione dopo, senza che l’app sembri rotta?

  3. C’è qualcosa che non ci deve stare nemmeno se avessimo tempo infinito?

    Vaga. «Non mi viene in mente niente.» — insisti: senza un «mai» non hai deciso niente.

Come deve sembrare

  1. Da questa lista, quali cinque parole dovrebbero venire in mente a chi apre l’app? E quali tre non deve sembrare mai?

  2. Mandami tre indirizzi di prodotti che ti piacciono esteticamente, con una riga sul perché. E due che non ti piacciono.

    Vaga. «Airbnb, Apple, Revolut.» — nomi senza link e senza perché: si torna a interpretare.

  3. Esiste già un logo o dei colori da rispettare?

Vincoli

  1. C’è un giorno entro cui deve esistere qualcosa da mostrare? Quale, e a chi lo mostri?

    Vaga. «Il prima possibile.» — non è una data, quindi non taglia niente.

  2. C’è qualcosa che decide al posto nostro? Uno strumento che usate già, un budget, una regola del vostro settore.

E poi: il prompt

Il foglio compilato è il contesto. Si incolla dentro questo prompt, al posto dell'ultima riga.

Sei un design engineer. Qui sotto c'è il brief di un progetto, compilato a
mano su un foglio solo. È la fonte: quello che non c'è scritto NON lo decidi
tu in silenzio.

Tre regole che valgono su tutto:
1. Se un'informazione manca, CHIEDIMELA invece di inventarla.
2. Davanti a due indicazioni opposte non mediare: dichiara l'assunzione che
   stai facendo e scrivimela.
3. Alla fine di ogni giro elencami cosa hai creato, quali decisioni hai preso
   al posto mio e cosa NON hai fatto perché mancava un'informazione.

Costruisci in quest'ordine, una richiesta per blocco, fermandoti ogni volta:
1. Fondamenta — token, caratteri, spaziature, il guscio dell'app. Nessuna
   schermata.
2. Navigazione — le rotte e lo stato attivo, pagine ancora vuote.
3. La schermata del FLUSSO PRINCIPALE, da sola, con il suo gesto.
4. Le altre schermate, una per richiesta, riusando i componenti già in progetto.
5. Gli stati: vuoto, caricamento, errore, primo avvio.
6. Rifinitura: allineamenti, raggi, ombre, focus, transizioni.

Vincoli:
- Colori, caratteri e spaziature stanno in docs/ui.md e nel file dei token.
  Non inventarli qui: leggili e usa solo quelli.
- Autenticazione e account: standard, nessuna invenzione.
- Nessuna schermata deve apparire vuota per mancanza di contenuto: metti dati
  finti credibili, in italiano, come li scriverebbe una persona vera.
- Niente funzioni della lista «dopo» e della lista «mai».

<<INCOLLA QUI IL FOGLIO COMPILATO>>

Come si usa

Prima di sentire il cliente riempi i pezzi 2, 3 e 4: li sai già. Poi porti il foglio in call e usi il retro per il pezzo 1 e per le parole. Quello che resta vuoto non si inventa: si chiede.

Il giro completo — dal messaggio confuso del cliente fino all'interfaccia pubblicata, con la libreria da scegliere e le skill da installare — sta nella guida in sette parti.

Da brief confuso a UX/UI con Claude Code →

Da brief confuso a UX/UI completa Un brief vago diventa un’app navigabile. Spot prodotto da una foto Una foto diventa uno spot animato, senza codice. Far guardare i video a Claude Claude guarda i tuoi video e li trasforma in testo. Higgsfield in Claude Code Genera immagini e video mentre programmi in Claude Code. Da un Loom a una pagina web Un video schermo diventa una pagina web, senza codice. Video Shorts con NotebookLM Le tue fonti diventano uno short verticale. Landing luxury su Lovable Landing page di lusso con un solo prompt. Excalidraw in locale Excalidraw gratis sul tuo computer, senza codice. Mistral OCR nel flow Estrai testo dai documenti con Mistral OCR. Claude SEO nel terminale 25 skill SEO gratis dentro Claude Code. Google Search Console dentro Claude Code I dati di Search Console dentro il terminale. Routine di Claude Code Claude che lavora da solo, a computer spento. Clonare una landing in React con v0 Clona una landing reale in codice React. Context economy con Claude Lavora leggero e non bruciare i limiti di Claude. Dal prompt alla skill auto-evolutiva Skill Claude che imparano dai tuoi errori. Da NotebookLM a Canva: presentazioni Slide da NotebookLM, finalmente editabili in Canva. La mappa per capire ogni tool AI 12 categorie per incasellare qualsiasi tool AI. PNG trasparenti con ChatGPT PNG con trasparenza reale, non la scacchiera finta. Infografiche animate con Gemini Infografiche che si animano in loop con Gemini. Ricerca di mercato con Deep Research Deep Research come tuo analista di mercato. Farti citare dai motori AI (AEO) Diventa una fonte che ChatGPT e Perplexity citano.