Un foglio solo, prima di aprire l'agente
I quattro pezzi di cui è fatta qualsiasi app, su una pagina. Lo compili qui, lo stampi (o lo salvi in PDF) e te lo porti in call. Sul retro ci sono le domande esatte da fare al cliente.
Il flusso principale core loop
lo riempie il clienteIl giro che l’app esiste per far ripetere. L’unico pezzo che cambia da un’app all’altra.
↑ queste diventano i campi della scheda. Niente di più.
Il primo avvio onboarding
lo riempi tuDal primo tocco al momento in cui l’app serve a qualcosa.
Serve per forza, prima del flussoOgni casella spuntata è una porta in più prima di capire a cosa serve l’app.
Autenticazione e account auth
zero domandeNon si chiede. Si fa.
L’unica decisioneSchermate secondarie e stati empty, loading, error
lo riempi tuCome deve sembrare
cerchia con il clienteCinque parole che sì, tre che no. Si cerchiano, non si inventano: «moderno» e «pulito» non sono in lista apposta, non si possono disegnare.
Le contraddizioni
si chiudono quiIl cliente si contraddirà: è la parte più utile della call. Ogni riga si chiude con una decisione e il suo prezzo — sennò il prezzo lo scopre a lavoro finito.
Brief Chiaro · AI Pratika — la guida completa su aipratika.com/it/guide/ux-ui/
Tutte al passato di proposito: quello che il cliente ha fatto è un fatto, quello che immagina se lo inventa mentre risponde. Non chiedergli mai «come vedi l’app».
Il flusso principale · core loop
-
Raccontami l’ultima volta che hai provato a farlo senza app: quando è stato, cosa hai fatto, com’è finita?
Buona. «Sabato al parco. Ho aspettato che i cani si annusassero, ho detto due parole, ci siamo scambiati il numero e non ci siamo più scritti.»
Vaga. «Eh, di solito è difficile conoscere gente.» — è un’impressione, non un fatto.
-
Nei primi dieci secondi, cosa guardi per capire se può funzionare?
Buona. «La taglia, se sta al guinzaglio, l’età, quanto è agitato.»
Vaga. «Si capisce al volo.» — rifallo su un caso preciso: quale cane, ieri, cosa hai guardato.
-
Cosa ti ha fermato le ultime volte che ci hai provato?
-
C’è qualcosa che non faresti mai dentro un’app così, nemmeno se fosse comoda?
-
Di tutto il giro, qual è il momento in cui diresti «ecco, ha funzionato»?
Vaga. «Tutto è importante.» — non è una risposta: fagliene scegliere uno.
Il primo avvio · onboarding
-
Prima di poter usare l’app, cosa serve per forza? E cosa possiamo chiedere dopo?
-
Il primo giorno, quando nella tua zona non c’è ancora nessun altro: cosa dovrebbe vedere la persona?
Vaga. «Un messaggio che dice di riprovare.» — è un vicolo cieco: serve un’azione.
Schermate secondarie e stati
-
Se il giorno della presentazione ci fossero solo cinque cose, quali cinque salvi?
-
Cosa può arrivare nella versione dopo, senza che l’app sembri rotta?
-
C’è qualcosa che non ci deve stare nemmeno se avessimo tempo infinito?
Vaga. «Non mi viene in mente niente.» — insisti: senza un «mai» non hai deciso niente.
Come deve sembrare
-
Da questa lista, quali cinque parole dovrebbero venire in mente a chi apre l’app? E quali tre non deve sembrare mai?
-
Mandami tre indirizzi di prodotti che ti piacciono esteticamente, con una riga sul perché. E due che non ti piacciono.
Vaga. «Airbnb, Apple, Revolut.» — nomi senza link e senza perché: si torna a interpretare.
-
Esiste già un logo o dei colori da rispettare?
Vincoli
-
C’è un giorno entro cui deve esistere qualcosa da mostrare? Quale, e a chi lo mostri?
Vaga. «Il prima possibile.» — non è una data, quindi non taglia niente.
-
C’è qualcosa che decide al posto nostro? Uno strumento che usate già, un budget, una regola del vostro settore.
E poi: il prompt
Il foglio compilato è il contesto. Si incolla dentro questo prompt, al posto dell'ultima riga.
Sei un design engineer. Qui sotto c'è il brief di un progetto, compilato a mano su un foglio solo. È la fonte: quello che non c'è scritto NON lo decidi tu in silenzio. Tre regole che valgono su tutto: 1. Se un'informazione manca, CHIEDIMELA invece di inventarla. 2. Davanti a due indicazioni opposte non mediare: dichiara l'assunzione che stai facendo e scrivimela. 3. Alla fine di ogni giro elencami cosa hai creato, quali decisioni hai preso al posto mio e cosa NON hai fatto perché mancava un'informazione. Costruisci in quest'ordine, una richiesta per blocco, fermandoti ogni volta: 1. Fondamenta — token, caratteri, spaziature, il guscio dell'app. Nessuna schermata. 2. Navigazione — le rotte e lo stato attivo, pagine ancora vuote. 3. La schermata del FLUSSO PRINCIPALE, da sola, con il suo gesto. 4. Le altre schermate, una per richiesta, riusando i componenti già in progetto. 5. Gli stati: vuoto, caricamento, errore, primo avvio. 6. Rifinitura: allineamenti, raggi, ombre, focus, transizioni. Vincoli: - Colori, caratteri e spaziature stanno in docs/ui.md e nel file dei token. Non inventarli qui: leggili e usa solo quelli. - Autenticazione e account: standard, nessuna invenzione. - Nessuna schermata deve apparire vuota per mancanza di contenuto: metti dati finti credibili, in italiano, come li scriverebbe una persona vera. - Niente funzioni della lista «dopo» e della lista «mai». <<INCOLLA QUI IL FOGLIO COMPILATO>>
Continua a esplorare
Ti potrebbe piacere anche
Guide, corsi e strumenti scelti per te — a partire da questa pagina.
Da brief confuso a UX/UI completa
Un brief vago diventa un’app navigabile.
Deploy da zero: dal codice al link
Deploy su Vercel senza tecnicismi: dal progetto che hai su GitHub a un link online che puoi mandare a chiunque, e poi il tuo dominio personale sopra.
Skills Design
Skill AI per designer
Far guardare i video a Claude
Claude guarda i tuoi video e li trasforma in testo.
Git e GitHub per vibe coder
Metti su GitHub il progetto fatto con Claude Code o Codex, torna indietro quando si rompe e fatti aiutare: Git spiegato per chi non è programmatore.
Librerie UI
Componenti per il vibe coding