Il messaggio del cliente
Due settimane, e non le decidi tu. Il progetto arriva in un messaggio solo, scritto di getto, di sera.
«Ciao! Allora ti spiego l’idea. Io ho un border collie, Nina, e la porto fuori tutti i giorni al parco qui sotto. Il problema è che conosco sì e no due persone, e lei si annoia da morire.
Vorrei fare una specie di Tinder per cani: vedi i cani della zona, se ti piace fai match e vi organizzate per una passeggiata insieme. Ho guardato Pedigreender ma non mi convince, e comunque lì è più per gli accoppiamenti — io intendo proprio amicizia tra cani.
Poi servirebbe la chat, le notifiche quando arriva un match, magari una mappa dei parchi, e le recensioni così sai con chi hai a che fare. Ah, e il profilo del cane con le foto ovviamente.
Come stile qualcosa di simpatico, moderno, facile da usare — non voglio una cosa complicata. Non so bene quali schermate servano né che stile scegliere, fidati tu.
Una cosa però: fra due settimane vedo una persona che potrebbe metterci dei soldi e vorrei fargli vedere qualcosa che si tocca, non delle slide. Un’amica mi ha detto che ormai con l’AI queste cose si fanno in un weekend, è vero?»
Rileggi la penultima riga: fra due settimane. È quella che comanda tutto il resto. Non c’è tempo per un’app finita — serve una demo che si apre sul telefono e si naviga. Il problema è che in questo messaggio, di decisioni, non ce n’è ancora nessuna.
Perché non puoi delegare questo pezzo
La mossa naturale è copiare il messaggio, incollarlo in Claude Code e chiedere l’app.
Ma Claude Code esegue decisioni, non le prende. Manca il gesto principale dell’app, manca quale funzione viene prima, mancano le schermate. Se non gliele dai non si ferma a chiedertele — le riempie da solo, in silenzio, e lo scopri guardando il risultato.
Il brief che serve prima del prompt
Girare le domande al cliente e aspettare che risponda non funziona: le risposte non ce le ha, e non deve averle. Si rivolge a te proprio per questo. A lui chiedi una cosa sola — qual è il risultato che l’utente vuole ottenere, il lavoro che l’app deve portargli a termine. Il resto lo decidi tu.
Le domande da farsi sono sempre le stesse e stanno in un template. Diciotto campi, non solo i colori: è tutto quello che serve per arrivare alla struttura e al prompt che darai a Claude Code.
Il prodotto
- Obiettivo principale dell’app
- Chi la usa: utenti e ruoli
- Problema da risolvere
- Azione principale che l’utente compie
Funzioni e schermate
- Funzionalità indispensabili
- Funzionalità secondarie
- Schermate necessarie
- Percorso tra le schermate · user flow
- Dati e contenuti di ogni schermata
La direzione estetica
- Stile visivo
- Palette colori
- Tono di voce dei testi
- Riferimenti estetici
- Emozioni da comunicare
- Elementi da evitare
I limiti
- Piattaforma e device
- Vincoli tecnici
- Cosa deve mostrare la demo
Si fa davvero in un weekend? La demo sì — ma il weekend parte da qui, non dal messaggio.
La scheda tecnica di PawSoul
Diciotto campi riempiti su PawSoul, e quello che ne esce è questo — a colpo d’occhio: prodotto, flusso, dieci schermate, decisioni chiuse, criteri.
docs/ux-ui.md — in sintesi
PawSoul
Fa incontrare cani e gatti compatibili nello stesso quartiere e porta i proprietari a fissare un incontro vero.
- Utente
- Chi ha un cane o un gatto, fa gli stessi giri ogni giorno e non conosce nessuno con cui farli.
- Lavoro da svolgere
- Trovare qualcuno di compatibile vicino a me, così la passeggiata diventa un incontro.
- Azione principale
- Valutare una scheda e dire sì o no. Tutto il resto viene dopo quel gesto.
3 Il percorso dell’utente
Dall’apertura al primo incontro fissato: è il giro che l’app esiste per far ripetere.
- 1 Apri
- 2 Ti iscrivi
- 3 Registri l’animale
- 4 Schede
- 5 Match
- 6 Fissi l’incontro
5 Le dieci schermate
prima dell’accesso dentro l’app
4 L’MVP
Dentro
- Registrazione dell’animale
- Schede da scorrere
- Filtri specie e distanza
- Filtro solo adozione
- Match e conversazione
- Profilo pubblico
- Area personale
Fuori, e scritto perché non si perda
- Mappa degli incontri
- Recensioni
- Vaccinazioni verificate
- Notifiche push
- Gruppi
- Strumenti per i canili
- Pagamenti
6 Le sei decisioni chiuse
A sinistra quello che il cliente ha chiesto in due modi che non stanno insieme. A destra la scelta che lo scioglie.
- Allegro ma non infantile Rimandata: diventa i quattro test qui sotto
- Tante funzioni ma MVP semplice Si taglia in larghezza, non in profondità
- Come Tinder ma non Tinder Si tiene il gesto, si cambia tutto il resto
- Il pet o il proprietario? Profilo del pet, conversazione tra persone
- Gatti adesso o più avanti? Adesso: è il modello dei dati, non una funzione
- Adozione a parte o dentro l’app? Un interruttore sul profilo più un filtro
7 I quattro test dello stile
Lo stile non si sceglie qui. Si scrivono le domande a cui, qualunque direzione si prenda, bisognerà rispondere di sì.
- Messa accanto a Tinder, una persona estranea al progetto direbbe che è un altro prodotto?
- Regge la parola «allegro» senza far pensare a un’app per bambini?
- Le foto degli animali sono il contenuto, o sono diventate lo sfondo di qualcos’altro?
- A 390px è ancora sé stesso, o è ripiegato su un aspetto qualunque?
8 Gli stati, e cosa ci va dentro
Nessuno di questi è una schermata bianca. È la parte che si dimentica per prima, ed è la prima che l’utente incontra.
- Mazzo finito
- «Hai visto tutti quelli in zona», più il modo di allargare la distanza e ricaricare.
- Nessun match
- Cosa fare per averne, con il collegamento alle schede.
- Conversazione vuota
- Un suggerimento su come aprire, non uno spazio bianco.
- In caricamento
- Sagome della stessa forma del contenuto vero. Mai una rotella al centro.
- Errore di rete
- Recuperabile, con il pulsante per riprovare.
- Primo avvio
- Il mazzo non è mai vuoto: ci sono già profili nella zona scelta durante la registrazione.
9 Responsive
Si progetta a 390px e si allarga. Ogni elemento toccabile alto almeno 44px.
10 Fatto quando
Il flusso si percorre dall’inizio alla fine su un telefono, e nessun collegamento porta a una schermata che non esiste.
Il documento vero: docs/ux-ui.md
La scheda qui sopra è il riassunto. Il documento è questo: un file Markdown, da salvare nel progetto come docs/ux-ui.md. Da qui in avanti è quello che citerai in ogni prompt.
docs/ux-ui.md Dieci sezioni, dieci schermate, sei decisioni chiuse
# PawSoul — documento UX/UI
## 1. Il prodotto in tre righe
PawSoul fa incontrare cani e gatti compatibili nello stesso quartiere e porta i
loro proprietari a fissare un incontro vero. Ci si iscrive, si registra il
proprio animale e si scorrono le schede degli altri: quando il mi piace è
reciproco si apre una conversazione. Un profilo può essere segnato come
disponibile per adozione, e allora compare anche a chi cerca un animale a cui
dare casa.
## 2. Problema, utente, lavoro da svolgere
Problema: si esce con il proprio animale tutti i giorni, negli stessi posti, e
non si conosce nessuno con cui farlo. L'animale si annoia, la persona pure.
Utente: chi ha un cane o un gatto, esce (o vorrebbe far socializzare l'animale)
con una certa regolarità, e non ha una rete di persone attorno. Secondario: chi
cerca casa a un animale — un canile, un privato.
Lavoro da svolgere: «quando esco con il mio animale da solo, voglio trovare
qualcuno di compatibile vicino a me, così la passeggiata diventa un incontro».
Assunzione dichiarata: il numero che conta è quanti incontri vengono fissati in
chat, non quanti iscritti ci sono. Il cliente non sapeva come misurarlo; lo
misuriamo come «conversazioni in cui compare una proposta di data o di luogo».
## 3. L'azione principale e il flusso
Azione principale: valutare una scheda e dire sì o no. È l'unico gesto che
l'app esiste per far ripetere; tutto il resto è conseguenza.
Flusso: apri → ti iscrivi → registri il tuo animale → vedi le schede → metti
mi piace → scatta il match → scrivi → proponi un incontro.
Il gesto vive in due modi equivalenti: il trascinamento e due pulsanti sotto la
scheda. Chi non capisce il trascinamento deve poter usare l'app lo stesso.
## 4. MVP: dentro e fuori
Dentro: registrazione di un animale, schede da scorrere, filtri per specie e
distanza, filtro solo adozione, match, conversazione, profilo pubblico
dell'animale, area personale con più animali propri.
Fuori, e scritto perché non si perda: mappa degli incontri, recensioni tra
utenti, badge di vaccinazione verificati, notifiche push, gruppi, strumenti di
gestione per i canili, qualsiasi pagamento.
Regola di taglio: si taglia in larghezza. Meno funzioni, ma nessuna schermata
raggiungibile lasciata a metà.
## 5. Le schermate (dieci) e come si raggiungono
1. Vetrina pubblica — spiega il prodotto e porta all'iscrizione. Da lì si
raggiungono anche i profili degli animali in adozione.
2. Iscrizione — nome, email, password, città. Porta alla registrazione
dell'animale.
3. Accesso — email e password. Porta alla bacheca.
4. Registrazione dell'animale — a passi: proprietario, specie, dati base,
carattere (domande diverse per cane e per gatto), foto, cosa cerca, e la
scheda finita mostrata come risultato.
5. Bacheca — a chi sei entrato: animale attivo, nuovi match, attività recente,
scorciatoia alle schede.
6. Schede — la schermata principale. Mazzo, filtri, match a tutto schermo.
7. Match — elenco delle conversazioni. Su schermo grande, elenco e
conversazione affiancati.
8. Conversazione — su telefono è una schermata a sé, raggiunta dall'elenco.
9. Profilo pubblico dell'animale — dalle schede, da un match, dalla vetrina.
10. Area personale — i miei animali, aggiungine uno, preferenze di ricerca,
impostazioni, esci.
Navigazione: su telefono barra in basso a quattro voci (schede, match,
bacheca, profilo). Su schermo grande barra in alto.
## 6. Le decisioni chiuse
- Allegro ma non infantile → rimandata di proposito, convertita nei criteri
del punto 7. Perdiamo il poter cominciare subito a disegnare.
- Tante funzioni ma semplice → si taglia in larghezza, le schermate restano
tutte piene. Perdiamo funzioni che il cliente aveva in testa; restano
scritte nella lista «fuori».
- Come Tinder ma non Tinder → si tiene il gesto, si cambia tutto il resto. Il
modello è amicizia, non accoppiamenti. Non perdiamo niente se non la
scorciatoia di copiare anche l'aspetto.
- Il pet o il proprietario → il pet è il profilo, il proprietario è l'utente e
la conversazione è tra persone. Perdiamo un po' di simpatia, guadagniamo una
chat comprensibile.
- I gatti adesso o dopo → adesso, perché è il modello dei dati e non una
funzione. Perdiamo tempo ora, meno di quanto ne costerebbe rifarlo dopo.
- L'adozione → un interruttore sul profilo più un filtro, non un ruolo e non
un pannello di gestione. Perdiamo gli strumenti da canile: se serviranno,
saranno il progetto dopo.
## 7. Criteri della direzione estetica
Lo stile visivo NON è scelto in questo documento. Qualunque direzione si
prenda, deve passare questi quattro test:
1. Non-Tinder a colpo d'occhio: messa accanto a Tinder, una persona estranea
al progetto deve dire che non è lo stesso prodotto.
2. Allegro senza infantile: deve reggere la parola «allegro» senza far pensare
a un'app per bambini. Il cliente la mostra a un possibile investitore.
3. Le foto degli animali sono il contenuto: nessun trattamento che le riduca a
sfondo, le copra o ne comprima lo spazio. Il muso è il prodotto.
4. Riconoscibile a 390px: su telefono deve restare sé stesso, non ripiegare su
un aspetto generico.
Riferimenti dati dal cliente: Tinder (per il funzionamento, non per
l'aspetto), Duolingo (per il tono). Da evitare: le app bancarie, i grigi, i
testi piccoli.
## 8. Stati
Ogni schermata ha i suoi tre stati — vuoto, in caricamento, in errore — e
nessuno di questi è una schermata bianca.
- Schede, mazzo finito: «hai visto tutti quelli in zona», più il modo di
allargare la distanza e di ricaricare.
- Match, nessun match: cosa fare per averne, con il collegamento alle schede.
- Conversazione senza messaggi: un suggerimento su come aprire, non uno spazio
vuoto.
- Caricamento: sagome della stessa forma del contenuto vero, mai una rotella
al centro dello schermo.
- Errore di rete: recuperabile, con il pulsante per riprovare.
- Primo avvio: il mazzo non è mai vuoto al primo accesso — c'è già un insieme
di profili nella zona scelta durante la registrazione.
## 9. Responsive
Si progetta a 390px e si allarga. Su telefono: barra in basso, mazzo a tutta
larghezza, elenco match e conversazione su due schermate. Su schermo grande:
barra in alto, elenco e conversazione affiancati, mazzo centrato con i filtri
di lato. Ogni elemento toccabile è alto almeno 44px. Nessuna schermata può
diventare generica allargandosi.
## 10. Criteri di completamento
- Il flusso principale si percorre dall'inizio alla fine su un telefono:
iscrizione, registrazione dell'animale, schede, match, conversazione.
- Nessun collegamento della demo porta a una schermata che non esiste o vuota.
- Le dieci schermate hanno contenuti veri, non testo segnaposto.
- La registrazione fa domande diverse per un cane e per un gatto.
- Il filtro per specie e quello per adozione funzionano e cambiano il mazzo.
- Tutti e tre gli stati esistono su ogni schermata.
- L'aspetto scelto passa i quattro test del punto 7. È più corto del messaggio del cliente e infinitamente più eseguibile.
Adesso si sa cosa si costruisce. Resta da scegliere con cosa costruirlo: gli strumenti giusti per queste dieci schermate, non per un progetto qualunque. È la parte 2.