Claude Code Base Lezione 43 di 46
Dove scatta e cosa può fare
- Ti agganci ai momenti del giro: avvio, prima di un attrezzo, dopo, fine lavoro.
- Quello prima può fermare la mossa — e spiegare perché.
- Si scrivono nelle impostazioni; /hooks mostra quelli attivi.
- Il più utile per cominciare non è tecnico: l'avviso di fine lavoro.
I momenti a cui puoi agganciarti
Ce ne sono parecchi; questi quattro coprono praticamente tutto quello che vorrai fare all'inizio.
All'avvio della sessione. Prima ancora che tu scriva qualcosa. Serve a mettergli davanti un'informazione fresca — qualcosa che cambia di giorno in giorno e che nel file delle istruzioni sarebbe già vecchia.
Prima che usi un attrezzo. La richiesta è partita dal modello ma non è ancora stata eseguita. È il momento più potente, e ne parliamo qui sotto.
Dopo che l'ha usato. La modifica è fatta: qui si aggancia il controllo automatico, la copia di sicurezza, la messa in ordine.
Quando ha finito o aspetta te. Il momento degli avvisi.
Il momento che può dire di no
Riconosci il punto "prima che usi un attrezzo"? È esattamente lo stesso in cui nasce la richiesta di permesso: fra il modello che chiede e lo strumento che esegue.
Un hook agganciato lì non si limita a guardare: può bloccare la mossa. E la parte elegante è cosa succede dopo — Claude riceve indietro la spiegazione del rifiuto, quindi non ritenta uguale: cambia strada.
Che è, se ci pensi, esattamente come funzionerebbe con una persona: non "no" e basta, ma "no, perché quel file non si tocca". La seconda informazione è quella che fa lavorare bene.
Dove si scrivono, e come si guardano
Gli hook stanno nelle impostazioni, nello stesso posto dei permessi. Il comando /hooks è una vetrina: ti mostra quali eventi esistono e cosa è agganciato dove, ma è in sola lettura — per aggiungerne uno si modifica il file.
Oppure, come sempre in questo corso: lo chiedi a Claude. "Fammi un hook che dopo ogni modifica ai file di questa cartella ne faccia una copia in archivio." Lui scrive la configurazione, tu la leggi e la approvi.
Il primo hook che vale la pena avere
Non è quello sofisticato: è l'avviso.
Su un lavoro lungo, il tempo che perdi non è quello del computer — è il tuo, passato a controllare ogni due minuti se ha finito o se sta aspettando una risposta. Un hook agganciato a "ha finito" o "aspetta te" ti restituisce quel tempo: vai a fare altro e ti fa un fischio lui.
Poco tecnico, poco spettacolare, ed è quello che userai tutti i giorni.
E adesso
Adesso hai tre strumenti che si somigliano abbastanza da confonderti: istruzione, permesso e hook. Nella prossima lezione, il criterio per scegliere quale — e perché va benissimo finire il corso senza averne scritto nemmeno uno.
Hai capito?
Due minuti, nessun voto. Provare a rispondere — anche sbagliando — fissa i concetti molto più che rileggere. Se non ti va, salta pure: la lezione si completa lo stesso.
Qual è il momento in cui un hook può fermare una mossa?
È lo stesso punto in cui nasce la richiesta di permesso: fra il modello che chiede e lo strumento che esegue. Un hook agganciato lì può dire di no — e spiegare il perché, così Claude cambia strada invece di ritentare uguale.
Dove si scrivono gli hook?
Stanno nelle impostazioni, insieme ai permessi. `/hooks` è una vetrina in sola lettura: mostra cosa è agganciato e dove, ma per aggiungerne uno si modifica il file — o, più comodamente, si chiede a Claude di farlo.
Perché un hook agganciato a “fine lavoro” è utile anche se non fa niente di tecnico?
Su un lavoro lungo, il tempo che perdi non è quello del computer: è il tuo, passato a controllare se ha finito. Un avviso te lo restituisce, ed è il primo hook che vale la pena avere.
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Capitolo 1 Introduzione
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Capitolo 2 Cosa c’è sotto
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Capitolo 3 Il motore lo scegli tu
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Capitolo 4 Prima volta ai comandi
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Capitolo 5 Cosa gli lasci toccare
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Capitolo 6 Cosa sa di te
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Capitolo 7 Le skills
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Capitolo 8 Quanti ne metti al lavoro
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Capitolo 9 A cosa è collegato fuori
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Capitolo 10 Automatizzare l'attrezzatura
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Capitolo 11 Chiusura