Claude Code Base Lezione 24 di 46
Esempio: mettiamo insieme il secchiello
- Un lavoro vero con i pezzi del secchiello al posto giusto: paletti, piano, metro.
- L'ordine non è estetico: ognuna delle tre mosse va fatta prima, o non serve più a niente.
- Costo totale della preparazione: un paio di minuti.
- Alla fine confrontiamo con l'altra strada: lanciarlo e sperare.
Il lavoro
Riprendiamo la cartella delle fatture della lezione sul giro, e stavolta chiediamo qualcosa di più impegnativo: mettere ordine. Rinominare tutto secondo uno schema, raggruppare per mese, e produrre un riepilogo.
È il tipo di lavoro dove un malinteso fa danni veri: se rinomina duecento file col criterio sbagliato, hai un problema più grosso di quello di partenza.
Mossa 1 — i paletti, prima di aprire bocca
Nella stessa cartella c'è anche una sottocartella con i documenti firmati, che non si toccano. Non glielo chiedo: lo vieto.
È la differenza vista nella lezione sulle regole. Se lo scrivo nella richiesta, sto orientando il modello; se lo metto come divieto, lo impedisce lo strumento, qualunque cosa il modello decida. Su una cosa che non deve succedere mai, si sceglie la seconda.
Nella stessa mossa: apro Claude Code nella cartella delle fatture, non nella cartella che le contiene tutte. Il primo paletto è sempre non farlo entrare dove non serve.
Mossa 2 — il piano, prima di lavorare
Passo in Plan mode e chiedo il lavoro. Lui va a vedere com'è fatta la cartella — quanti file, come sono chiamati adesso, cosa c'è dentro — e torna con una proposta.
Ed è qui che di solito viene fuori la sorpresa. Nel piano leggo qualcosa che io non avevo detto: per esempio che i file senza data nel nome li metterebbe in un gruppo a parte, o che due fatture hanno lo stesso numero.
Quei due dettagli, senza piano, li avrei scoperti a duecento file rinominati. Adesso li sistemo con una frase.
Mossa 3 — il metro, dichiarato prima di partire
Prima di dare il via, gli dico come si capisce che è finito bene:
ogni file ha data e numero nel nome, nello stesso formato;
nessun file è rimasto fuori dai gruppi;
il numero di file alla fine è identico a quello di partenza.
Sono tre condizioni che può controllare da solo, mentre lavora. L'ultima soprattutto: è la rete di sicurezza contro il disastro classico, cioè un file sparito per strada.
Mossa 4 — via, e cosa guardo io
Esco dal piano e lo lascio lavorare. Da qui il mio mestiere è leggere le poche domande che restano — quelle che non ho già coperto con le regole — e guardare le modifiche proposte prima di accettarle.
Se a metà mi accorgo che sta prendendo una piega che non mi piace, lo interrompo e glielo dico. Correggere in corsa fa parte del giro, non è un fallimento.
Il confronto: l'altra strada
Adesso immagina lo stesso lavoro fatto lanciando la richiesta e sperando.
Il malinteso sui file senza data ci sarebbe stato lo stesso — solo che l'avresti scoperto alla fine. I documenti firmati sarebbero stati al sicuro solo finché il modello si ricordava della tua raccomandazione. E l'unico controllo sul risultato saresti stato tu, a mano, su duecento file.
La preparazione è costata due minuti: un divieto, una modalità, tre righe di metro. E le regole restano lì anche per la prossima volta.
E adesso
Primo secchiello chiuso: sai cosa gli lasci toccare. Ma in tutto questo capitolo hai dovuto ripetergli ogni volta come lavori, cosa vuoi, com'è fatta la tua roba.
Nel prossimo secchiello risolviamo proprio quello: cosa sa di te, cioè come farglielo trovare già scritto invece di ridirglielo ogni volta.
Hai capito?
Due minuti, nessun voto. Provare a rispondere — anche sbagliando — fissa i concetti molto più che rileggere. Se non ti va, salta pure: la lezione si completa lo stesso.
Nell’esempio, qual è l’ordine giusto delle mosse?
I paletti vengono prima perché dopo è tardi; il piano prima perché è lì che i malintesi costano poco; il metro prima perché deve poter controllare mentre lavora, non dopo. Il controllo finale tuo resta, ma su un lavoro già ripulito.
Perché il divieto sulla cartella dei documenti firmati, se tanto avevi detto di non toccarla?
È la distinzione del capitolo: le parole vanno al modello, i divieti li applica lo strumento. Su una cosa che non deve succedere mai non ci si affida a una raccomandazione.
Quanto tempo costa tutta questa preparazione?
Sono due minuti scarsi: una regola, una modalità, una frase di metro. Le regole poi restano per i lavori successivi, quindi la seconda volta costa ancora meno — mentre un lavoro sbagliato da disfare costa sempre uguale.
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Capitolo 1 Introduzione
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Capitolo 2 Cosa c’è sotto
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Capitolo 3 Il motore lo scegli tu
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Capitolo 4 Prima volta ai comandi
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Capitolo 5 Cosa gli lasci toccare
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Capitolo 6 Cosa sa di te
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Capitolo 7 Le skills
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Capitolo 8 Quanti ne metti al lavoro
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Capitolo 9 A cosa è collegato fuori
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Capitolo 10 Automatizzare l'attrezzatura
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Capitolo 11 Chiusura