Claude Code Base Lezione 22 di 46
Plan mode: fatti dire il piano prima
- In Plan mode Claude guarda, esplora e ti dice cosa farebbe — senza toccare niente.
- Serve a scoprire prima che avevate capito due cose diverse.
- Il tuo ruolo cambia: da chi esegue a chi approva.
- Non su tutto: paga sui lavori ampi o dove la strada non è ovvia.
"Prima dimmi cosa faresti"
Con un collaboratore nuovo, prima di un lavoro importante, non diresti "vai". Diresti: «fammi capire come pensi di farlo». Non perché non ti fidi: perché in due minuti scopri se avete in testa la stessa cosa.
Plan mode è quel gesto. Claude va a guardare la situazione — apre i file, si fa un'idea, esplora — e poi ti presenta un piano invece di eseguirlo. I tuoi file, nel frattempo, non li ha toccati.
È il primo gradino della scala delle modalità: il più cauto di tutti, e paradossalmente quello che ti fa lavorare meglio, non solo più sicuro.
Cosa succede davvero mentre pianifica
Attenzione a non scambiarlo per una pausa. In Plan mode Claude lavora eccome: legge i tuoi file, guarda com'è organizzata la cartella, si fa un quadro. Semplicemente si ferma prima di scrivere.
Ed è proprio questo che rende il piano utile: non è una scaletta inventata, è una scaletta fatta guardando la situazione vera.
Il momento più economico per accorgersi di un malinteso
Qui c'è il vero guadagno, e non è la sicurezza. Quando leggi il piano, succede quasi sempre una di queste tre cose:
Ti torna tutto. Dai il via e vai tranquillo.
Manca un pezzo. Te ne accorgi leggendo, glielo dici, il piano si aggiorna. Costo: una frase.
Aveva capito un'altra cosa. È il caso d'oro. Perché quell'equivoco esisteva comunque — l'unica differenza è se lo scopri adesso o a lavoro fatto.
Correggere una riga di piano costa una frase. Accorgersene dopo costa il lavoro fatto, più il lavoro per disfarlo.
Il tuo ruolo cambia
C'è un effetto collaterale di cui vale la pena essere consapevoli: con il piano davanti, tu smetti di essere quello che esegue e diventi quello che approva.
È un mestiere diverso e va imparato: leggere un piano con attenzione, chiedersi cosa manca, dire "no, piuttosto così". Le persone che ottengono di più da questi strumenti non sono quelle che scrivono le richieste più elaborate: sono quelle che leggono bene i piani.
Quando usarlo e quando è troppo
Sì quando il lavoro tocca molte cose insieme, quando la strada non è ovvia, quando disfare sarebbe una rottura.
No quando il compito è minuscolo: se il piano è più lungo del lavoro, il piano è di troppo.
Nell'app desktop lo scegli fra le modalità accanto alla casella di scrittura. Da terminale ci arrivi con la scorciatoia che gira fra le modalità. E se non ti va di cercarlo, funziona anche la via povera: scriverglielo — "non modificare niente, prima dimmi come lo faresti" — che ottiene quasi lo stesso risultato con un mezzo in meno: la garanzia. Il piano vero è quello in cui i file non li può toccare per costruzione.
E adesso
Il piano ti dice cosa intende fare. Resta l'altra metà del problema: quando ha finito, come fa a sapere se è venuto bene? Nella prossima lezione impari a dargli un metro.
Hai capito?
Due minuti, nessun voto. Provare a rispondere — anche sbagliando — fissa i concetti molto più che rileggere. Se non ti va, salta pure: la lezione si completa lo stesso.
Cosa può fare Claude in Plan mode?
Plan mode non è una pausa: è ricognizione. Va a guardare com'è fatta la situazione — cosa che serve per fare un piano sensato — e si ferma prima di toccare qualsiasi cosa.
Qual è il vero guadagno del piano prima?
Il piano è il punto più economico in cui accorgersi di un malinteso. Correggere una riga di piano costa una frase; accorgersene a lavoro fatto costa tutto il lavoro, più quello di disfarlo.
Su quali lavori conviene passare dal piano?
Su un compito minuscolo il piano è più lungo del lavoro. Il piano paga quando il lavoro è ampio, quando la strada non è ovvia, o quando disfare sarebbe una rottura — cioè esattamente quando un malinteso costa caro.
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Capitolo 1 Introduzione
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Capitolo 2 Cosa c’è sotto
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Capitolo 3 Il motore lo scegli tu
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Capitolo 4 Prima volta ai comandi
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Capitolo 5 Cosa gli lasci toccare
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Capitolo 6 Cosa sa di te
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Capitolo 7 Le skills
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Capitolo 8 Quanti ne metti al lavoro
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Capitolo 9 A cosa è collegato fuori
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Capitolo 10 Automatizzare l'attrezzatura
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Capitolo 11 Chiusura